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Il comune di Bioglio appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Biella

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Villa Sella

Su questo santuario, un po’ come su tutti i luoghi di culto antichi, aleggia la leggenda che vuole che nel luogo dove ora sorge la chiesa fosse presente un affresco della Madonna contro il quale un folle avrebbe scagliato una pietra colpendo la Vergine sul volto (da cui la denominazione di “Madonna dal bull”) e suscitando l’indignazione della popolazione che per rimediare al danno compiuto decise di costruivi attorno una chiesa a cui incorporarono la colonnina con l’affresco della Madonna, presente tuttora all’interno della chiesa. La leggenda tuttavia pare non essere infondata infatti il dipinto presenta un visibile sfregio sul viso oltre a frammenti di altri dipinti che fanno pensare alla presenza di una cappelletta antica completamente dipinta.
A far riflettere è anche il titolo di “Madonna della Misericordia” dato alla chiesa; infatti, solitamente, nei dipinti cinquecenteschi, questo titolo si riferisce a icone dipinte in piedi con le braccia aperte e con un gran manto, sorretto da angeli, sotto cui sono raccolti i fedeli; tuttavia la Madonna di Banchette è seduta in trono e tiene tra le braccia il Bambino ; questo fa pensare che il titolo sia dovuto all’atto sacrilego subito dalla Vergine.

Il primo documento risale al 1514, si tratta di un atto testamentario richiesto da un appestato che a causa della sua malattia non ha potuto richiedere il documento ad un notaio e perciò si era rivolto al vicecurato Azario volgendo le sua prime volontà proprio alla chiesa di Banchette.
La più antica descrizione della chiesa risale al 1573 : era ricoperta solo in parte da volta e mancava il pavimento, le finestre erano senza vetri, aveva due altari ornati di affreschi; ciò sta a testimoniare l’importanza che questa chiesa, pur non essendo parrocchiale, aveva raggiunto. Alla fine del sec. XVI la chiesa fu ampliata e portata a tre navate.

Possiamo avere la descrizione della chiesa da un documento riguardante la visita pastorale del 1606 che la vede completa di pavimento e di volta, con tre altari anche se quelli laterali erano spogli di qualsiasi arredo; l’immagine della Madonna era ancora attorniata da altri affreschi che il vescovo aveva ordinato di ridipingere o distruggere, riservando però particolare attenzione per l’affresco della Vergine, oggetto di grande devozione. Inoltre il vescovo aveva invitato ad ampliare il coro che venne però edificato, insieme al campanile,negli anni successivi, in pietra locale.
L’effige della Madonna delle Grazie era stata coperta da una vetrata per proteggerla e intorno al 1625 era stata attorniata da un’ancona di cui era già provvisto anche l’altare maggiore.

Come capita ancora oggi nei luoghi di culto, anche il santuario di Banchette veniva assalito dalle bancarelle dei mercanti tanto che nel 1619 fu necessario, per impedirne l’invadenza, regolare questa attività.
La chiesa, anche se in alcuni documenti viene chiamata “oratorio campestre” gode di una grande affluenza di fedeli; si accenna anche a miracoli ed a ex voto in rendimento di grazie ricevute.
La sete di sovrannaturale ed i bisogno di aiuti divine coinvolse in questo periodo tutto il Biellese, tuttavia nella maggior parte dei casi si esaurì nell’arco di un secolo. Per Banchette si prolungò fino ai giorni nostri, soprattutto grazie ad una grande devozione alla Vergine legata alla statua della Madonna Addolorata presente nel santuario e risalente al 1750 circa.

L’EREMITA E L’AMMINISTRAZIONE

La casa del cappellano era abitata da molto tempo ormai da un eremita che si chiamava Ubertino Perotti, probabilmente di origini locali.
Nel 1665, Perotti,era ancora un eremita; a lui spettava attendere alla coltivazione dei beni terrieri della chiesa.
Col passare del tempo si susseguirono altri eremiti con il compito di salvaguardare i beni terrieri.
Vista la grande affluenza di fedeli e di conseguenza la cospicua quantità di offerte, fu presa decisione di istituire un’amministrazione formata da quattro persone tra cui il parroco di Bioglio che fungeva anche da guida per la gestione del santuario. Il compito di questi rappresentanti era quello di eleggere ogni anno un ministro a cui spettava la cura delle entrate e delle uscite con rendiconto annuale del proprio operato. La grande partecipazione del popolo alle celebrazioni costringe l’amministrazione a chiedere l’intervento di un cappellano per confessare i fedeli.

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